Accursio Miraglia, meglio morire in piedi che vivere in ginocchio

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Ottant’anni dalla strage di Portella delle Ginestre e dalla morte di Accursio Miraglia

In scena Alfonso Veneroso in una storia italiana di mafia, lavoratori e libertà. Nato a Sciacca in una povera famiglia, Accursio Miraglia divenne un imprenditore e fu un benefattore nei confronti dei più bisognosi. Fondò e diresse la prima camera del lavoro in Sicilia, proprio nella sua città natale, e fu al fianco dei lavoratori siciliani che chiedevano il riscatto delle terre e la fine del latifondo. Fu ucciso dalla Mafia nel 1947 pochi mesi prima, nello stesso anno, della strage di Portella delle Ginestre.

Descrizione

Regia Alfonso Veneroso

Di e con Alfonso Veneroso

Mauro Cottone, violoncello

Produzione associazione Figli d’arte Cuticchio

In scena Alfonso Veneroso in una storia italiana di mafia, lavoratori e libertà. Nato a Sciacca in una povera famiglia, Accursio Miraglia divenne un imprenditore e fu un benefattore nei confronti dei più bisognosi. Fondò e diresse la prima camera del lavoro in Sicilia, proprio nella sua città natale, e fu al fianco dei lavoratori siciliani che chiedevano il riscatto delle terre e la fine del latifondo. Fu ucciso dalla Mafia nel 1947 pochi mesi prima, nello stesso anno, della strage di Portella delle Ginestre. La sua vicenda ispirò a Leonardo Sciascia il romanzo Il giorno della civetta. Il suo omicidio è rimasto impunito.