Descrizione
Regia Andrea Chiodi
Drammaturgia Gaetano Colella
Con Francesca Cecala,Miriam Gotti, Barbara Menegardo,
Ilaria Pezzera, Swewa Schneider
Produzione compagnia Piccolo Canto
Tra Luce e Ombra: La Donna che si Salvò con l’Arte
Il chiaro e lo scuro, il bene e il male, la musica e il silenzio, la luce e le tenebre: otto elementi e otto stati d’animo che compongono la condizione umana. Artemisia è tutto questo, o meglio, è stata dipinta e raccontata dagli altri a seconda delle proprie visioni, subendo il tentativo di appropriazione della sua figura.
Ciò che più affascina è il suo essere un’artista straordinaria pari a Caravaggio — la donna che ha saputo dare voce alle donne e che, attraverso l’arte e la bellezza, si è salvata prima dalla solitudine per la perdita della madre, poi dal disonore e dalla violenza. L’evocazione della sua pittura e la forza del canto permettono di rivelare e riconciliare quella rabbia e quella trasgressione che permeano tutta la sua produzione artistica.
«Il 29 novembre 1612 Artemisia, poco dopo la conclusione infelice del processo in cui risultò avere ragione ma in cui Agostino Tassi non scontò alcuna pena, si sposò con Pierantonio Stiattesi, un pittore di modesta fama. Seguì il marito a Firenze, riuscendo così a lasciare il padre opprimente e un passato doloroso. Qui trovò successo grazie alla politica illuminata di Cosimo II, entrando in una fitta rete di relazioni con le personalità più eminenti del tempo, come Galileo Galilei e Michelangelo Buonarroti il giovane. I suoi meriti vennero finalmente riconosciuti e il 19 luglio 1616 fu ammessa alla prestigiosa Accademia delle arti del disegno, diventando la prima donna a godere di tale privilegio».
Lo Spettacolo
Le cinque protagoniste della Compagnia Piccolo Canto danno corpo e voce ad Artemisia, ai suoi dipinti e ai personaggi che nella Firenze di Cosimo II la ammirarono, la amarono, la umiliarono o la offesero. Il mondo sonoro è affidato a suoni e voci polifoniche perfettamente fusi con una drammaturgia che integra testi autografi della stessa pittrice e gli atti processuali dell’epoca.
La regia di Andrea Chiodi utilizza molteplici linguaggi teatrali e musicali per restituire in scena un affresco fatto di luci e ombre, dove si condensa tutta la complessità della natura umana.
Perché «nulla esiste nella vita che l’arte non abbia già segnato».

