Elegia Erotica di un Ciclope

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Elegia erotica di un ciclope nasce dal desiderio di dare voce a una creatura fuori misura, isolata, capace di sentimenti profondi e contraddittori…

Descrizione

Elegia erotica di un ciclope nasce dal desiderio di dare voce a una creatura fuori misura, isolata, capace di sentimenti profondi e contraddittori. Un pastore selvaggio, ignaro della delicatezza dell’amore, si scopre innamorato di una figura marina e sfuggente, inaccessibile come un sogno. L’incontro – o piuttosto la lontananza – segna un passaggio: il rude si fa cantore, la
solitudine si trasforma in canto, la pietra in poesia. L’amore, anche quando non corrisposto, agisce come forza trasformatrice. Ma dove nasce purezza può anche germogliare tormento: l’arrivo di un giovane rivale innesca una catena di emozioni incandescenti che,
travolgendo il gigante, si concludono in un gesto di annientamento. Eppure, da quel gesto, nasce una nuova forma, un fluire, un ritorno: il corpo del pastore divenuto corso d’acqua, scivola verso il mare, verso ciò che non si può più raggiungere ma che si continua ad amare.

Elegia erotica di un ciclope è dunque un poema scenico sull’amore che salva e sull’amore che distrugge, sulla nostalgia dell’alterità e sul prezzo della passione. Un’ode alla trasformazione, alla perdita e alla speranza di una riconciliazione oltre la materia.

Lo spettacolo si sviluppa per quadri evocativi, come un concept-album o una suite per corpo, voce e suono. Ogni sezione esplora una variazione sul tema dell’amore e della metamorfosi, alternando registri narrativi, coreografici e musicali. La partitura scenica, essenziale e immersiva, si presta a spazi non convenzionali, mantenendo un respiro poetico e rituale. Accanto alla voce recitante, compaiono elementi di teatro di figura che incarnano e dilatano i simboli della narrazione. Il gesto e il canto si intrecciano in una partitura che attraversa lingue e dialetti: dall’italiano al greco antico, dal siciliano al veneto, dal napoletano al romanesco.
La composizione musicale di Puccio Castrogiovanni fonde strumenti arcaici e suoni elettronici, radicando lo spettacolo in un tempo fuori dal tempo, tra eco arcaica e contemporaneità sonora. Elegia erotica di un ciclope – della durata di circa 60 minuti – è un’opera
ibrida, a metà tra performance d’arte e teatro narrativo, capace di parlare a pubblici differenti, unendo il registro colto a quello popolare, il canto all’invocazione, il mito alla carne.