Descrizione
Spettacolo per musica e voce
di Emanuele Buttitta ed Enrico Stassi
con Emanuele Buttitta, Maria Teresa Coraci, Enrico Stassi
suono e luci Alessandro Accardi
una produzione Associazione MusicaMente di Palermo
in collaborazione con Fondazione Ignazio Buttitta
Un viaggio nell’Opera del Poeta. Sul filo della memoria del vissuto condiviso col Poeta, Emanuele Buttitta, anche attraverso audio, video e fotografie, introdurrà ogni testo cantato o recitato a partire da un ricordo familiare o di un momento della propria esistenza in cui le poesie di Buttitta sono state strumento di formazione, di maturazione di una chiara visione della vita qual è e di come dovrebbe essere. All’interno di questa minima cornice, verranno cantati o recitati alcuni fra i testi più significativi e più noti di Buttitta, per restituire allo spettatore un quadro organico dei temi e dei relativi significati in essi espressi.
Dopo il debutto a Sambuca di Sicilia, lo spettacolo verrà riproposto alla fine di luglio 2026 a Fosdinovo (MS), nell’ambito del festival “Fino al cuore della rivolta”, organizzato dall’Associazione Archivi della Resistenza, presso il Museo della Resistenza di Fosdinovo.
La pièce teatrale vuole rispondere alla richiesta di fruizione dell’Opera del Poeta da parte di un pubblico che in questi anni ha rinnovato la sua attenzione anche attraverso le riedizioni delle raccolte di Buttitta da parte dell’editore Sellerio nella collana La memoria, già edite dall’editore Feltrinelli.
Allo stesso tempo, lo spettacolo è la continuazione ideale dell’opera del Poeta sul territorio. Egli infatti, per tutta la vita, recitò le sue poesie nelle piazze e nei teatri, nelle scuole e nelle campagne della Sicilia e di tutto il mondo; proponendosi di ricomporre la discrasia fra cultura egemone, borghese e cultura subalterna, popolare.
D’altra parte, la messa in scena per musica e voce è sempre la collocazione naturale della poesia di Buttitta, poesia che è parola-voce. È stato autorevolmente scritto, da Leonardo Sciascia e da Elio Vittorini, da Carlo Levi e da Roberto Leydi che la poesia di Ignazio Buttitta nasce per essere recitata e cantata. Buttitta ne aveva piena e matura consapevolezza, per quanto la tradizione poetica e critica italiana riducesse la poesia a uno strumento di comunicazione elitario. Numerose liriche, oltre alle ballate per cantastorie, nacquero proprio come «canzoni» per Rosa Balistreri e altri cantanti folk; numerose altre, nate come poesie («nate con la musica dentro», come amava dire il suo amico Renato Guttuso) sono state musicate in seguito da artisti più o meno noti, da Sergio Endrigo ai Taberna Mylensis.
Per 1h e 10 m, si alterneranno sulla scena Emanuele Buttitta, Maria Teresa Coraci, Enrico Stassi; per restituire al pubblico quella vitalità e quella potenza della poesia sociale, epica, lirica di Buttitta che consentono di risentirlo sul palco rappresentare le contraddizioni della società non solo siciliana e prefigurare il mondo che ancora solo in parte si è realizzato: il mondo, come ha scritto il figlio Antonino, che darà i suoi frutti per tutti.

